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Il futuro lavorativo di 150 lavoratori delle aziende Pmc Automotive e Brose, operanti nell'indotto Stellantis di San Nicola di Melfi (Potenza) e impegnate nel settore della componentistica di auto, è stato ridisegnato oggi (martedì 29 settembre) a Potenza, con la firma in Confindustria dell'accordo per il loro passaggio alla società lucana C Industries attraverso un piano di reindustrializzazione.
Nel dettaglio il piano di rilancio, che è stato presentato anche al ministero delle Imprese, prevede la creazione di un hub polifunzionale (in un capannone messo a disposizione della stessa Stellantis a titolo gratuito) con attività non più legate alle auto: il rilancio dei rami d'azienda acquisiti riguarderà la produzione industriale e attività di recupero, il trattamento di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e pneumatici fuori uso, la realizzazione di un impianto di bitume.
“I lavoratori manterranno gli stessi diritti e la stessa anzianità di servizio, che non è una cosa scontata, e per questo va dato merito all’abnegazione dei lavoratori e ai loro presidi di protesta”, ha commentato Antonio Lamorte (Fiom Cgil).
“Con Stellantis ferma per vari motivi - ha detto Gerardo Evangelista (Fim Cisl) - la firma di oggi può dare una nuova speranza alle aziende dell'indotto, specie quelle che non hanno commesse e che possono fare una rigenerazione dello stabilimento”. Ha ricordato Marco Lomio (Uilm Uil): “Si chiude una vertenza durata un anno, da qui si può ripartire per una valutazione seria della reindustrializzazione dell'area di Melfi”.
Nel ringraziare l'imprenditore Carmine Ciaglia, che ha creduto nell'investimento, i sindacati hanno concluso evidenziando come serva “continuare a sostenere concretamente questo progetto insieme alla Regione Basilicata, che deve completare autorizzazioni e iter amministrativi indispensabili per rendere operativo il nuovo insediamento”.






















