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Un operaio di 58 anni è morto questa mattina, 12 ottobre, a Fiano Romano, alle porte di Roma, dopo essere precipitato dal tetto di un capannone su cui stava lavorando. L'uomo sarebbe caduto da un'altezza di circa dieci metri, decedendo sul colpo. Sul posto i sanitari della Croce Blu Sabina e il personale del 118, che hanno tentato inutilmente di rianimarlo, e i carabinieri della compagnia di Monterotondo. I militari, ai quali sono affidate le indagini, stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente. Sconosciute, al momento, le cause della caduta.
Fillea Cgil Roma Lazio: “Un’altra vita spezzata sul lavoro. Un’altra morte che non possiamo accettare”
“Ancora una volta siamo costretti a parlare di una morte sul lavoro. Ancora una volta una persona è uscita di casa per lavorare e non vi farà più ritorno. Non possiamo continuare a considerare queste tragedie come una conseguenza inevitabile del lavoro. La sicurezza non può dipendere dalla fortuna, né essere sacrificata in nome della velocità, del risparmio e del profitto”. Con queste parole la Fillea Cgil Roma Lazio commenta l’ennesima morte sul lavoro in un cantiere del territorio.
Il sindacato degli edili della Cgil chiede che “venga fatta piena luce sulle dinamiche e sulle responsabilità di quanto accaduto. Ma soprattutto chiediamo interventi concreti: più controlli, più ispettori, formazione adeguata, qualificazione delle imprese e un sistema di appalti che metta al centro la vita delle persone”.
La Fillea Cgil Roma e Lazio esprime il proprio profondo cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia, agli affetti e ai colleghi del lavoratore: “Non basta indignarsi dopo ogni morte. Bisogna intervenire prima, perché nessuno debba più perdere la vita per guadagnarsela”.





















