“Profondo rammarico e forte preoccupazione” esprimono le segreterie nazionali di Fiom Cgil e Fim Cisl per quanto emerso martedì 22 settembre al tavolo che doveva segnare l’acquisizione da parte del gruppo Fulchir della Bcs, storica azienda di progettazione e assemblaggio di trattori che conta tre siti produttivi a Luzzara (Reggio Emilia), Abbiategrasso e Cusago (Milano).

“Il tavolo di ieri doveva segnare la svolta: la procedura ex articolo 47 per il passaggio del personale alla newco del gruppo Fulchir e la ripartenza produttiva. Si è invece trasformato in un grave passo indietro”, spiegano Fiom e Fim: “Fulchir ha dichiarato l’intenzione di ritirarsi dall’accordo prospettato, adducendo le criticità finanziarie pregresse, i debiti verso i fornitori strategici e i rischi legati alla gestione della vecchia società”.

Per le due categorie “questa marcia indietro smentisce clamorosamente gli annunci degli scorsi giorni. E conferma quanto denunciamo da tempo: l’unica strada seria e percorribile per tutelare la continuità produttiva e la forza lavoro è l’immediata attivazione dell’amministrazione straordinaria”.

Per Fiom e Fim, infatti, l’amministrazione straordinaria è “lo strumento indispensabile per congelare la massa debitoria e mettere in sicurezza gli stabilimenti dalle azioni dei creditori. Garantisce inoltre una transizione trasparente sotto la guida di un commissario pubblico, offrendo agli investitori una cornice giuridica sicura per rilevare le attività senza rischi occulti, una garanzia che l’attuale proprietà non è in grado di dare”.

Le due sigle così concludono: “Non c’è più un solo minuto da perdere. Chiediamo con forza alla proprietà di Bcs di presentare immediatamente domanda di amministrazione straordinaria. Ogni ulteriore esitazione mette a rischio il futuro produttivo e occupazionale del gruppo. Abbiamo inoltre chiesto alla proprietà di provvedere al pagamento delle spettanze pendenti, dato che la situazione economica di lavoratrici e lavoratori diventa sempre più critica”.