Sono circa 15 mila le persone scese in piazza a Massa per la manifestazione “La protesta non è reato”, promossa in occasione dello sciopero generale regionale indetto dalla Cgil contro i cosiddetti Pacchetti Sicurezza e in solidarietà alle persone citate a giudizio dopo la manifestazione del 3 ottobre 2025 contro il genocidio in Palestina, quando furono occupati i binari della stazione massese.

Il corteo, partito alle 9 da piazza Garibaldi, ha attraversato il centro cittadino per concludersi in piazza Aranci, davanti alla Prefettura, dove si è svolto il comizio concluso da Christian Ferrari della Cgil nazionale. Tante le bandiere sindacali e numerosi i giovani presenti alla manifestazione. Al centro della mobilitazione la difesa del diritto di manifestare e di esprimere il dissenso, che secondo la Cgil sarebbe messo a rischio dagli effetti dei provvedimenti in materia di sicurezza.

Il sindacato ribadisce la propria solidarietà alle persone coinvolte nei procedimenti giudiziari legati alla manifestazione massese dell’ottobre 2025 e sottolinea che la protesta è rivolta agli effetti delle norme contestate, non alla magistratura.

Rossi, Cgil Toscana: “Viviamo una deriva bellicista che ci impediscono di criticare con i Decreti Sicurezza: inaccettabile”

“Viviamo in un contesto gravissimo, un contesto segnato dalle disuguaglianze che stanno sempre più aumentando – ha detto Rossano Rossi, segretario generale della Cgil Toscana, alla partenza del corteo –. C’è una deriva bellicista che toglie risorse alla sanità, ai trasporti, alla scuola per buttarle via nelle armi. Se di fronte a tutto questo le persone vogliono dissentire, vogliono manifestare pacificamente come previsto dalla Costituzione, ecco i Decreti Sicurezza: questo è inaccettabile”.

Del Vecchio, Cgil Massa Carrara: “Manifestare è un diritto costituzionale. Dobbiamo continuare a indignarci di fronte alle ingiustizie”

E la data del 14 ottobre per indire la protesta non è stata scelta a caso. oggi infatti si sarebbe dovuta tenere la prima udienza a carico dei manifestanti, e che è invece slittata a marzo 2027. “Quella di oggi – afferma il segretario generale della Cgil di Massa Carrara Nicola Del Vecchio – è una manifestazione non solo per esprimere solidarietà agli indagati, ma anche per denunciare quello che sta accadendo nel Paese. Si cerca di limitare il dissenso impedendo le manifestazioni. Al contrario siamo qua per riaffermare che manifestare è un diritto costituzionale. Dobbiamo continuare a indignarci di fronte alle ingiustizie esattamente come facemmo lo scorso ottobre. Di fronte a un genocidio non possiamo voltarci dall’altra parte. Ci viene contestato il blocco ferroviario per un ritardo di 52 minuti su due treni regionali: se dovessimo utilizzare lo stesso metro di giudizio – ha concluso, ironizzando – il ministro dei Trasporti dovrebbe preoccuparsi molto...”.  

Pagliarulo, Anpi: “Processo ai manifestanti di Massa, intervenga la Consulta” 

“Mi auguro francamente che il processo avviato contro 27 persone che hanno commesso il reato di manifestare pacificamente termini con una richiesta di intervento della Corte Costituzionale, al fine di dichiarare l’incostituzionalità della legge in base a cui sono stati accusati i 27”. Lo ha affermato Gianfranco Pagliarulo, presidente dell’Anpi, tra i presenti alla manifestazione di Massa.

“È importante – ha detto Pagliarulo – perché è un momento alto di contrasto civile e sociale a una legge sbagliata, autoritaria e repressiva. Mi riferisco in generale ai cosiddetti pacchetti sicurezza, cinque pacchetti in quattro anni, il cui fine ultimo in realtà è quello di contrastare il dissenso e il conflitto sociale. Questo è intollerabile”.

(Montaggio a cura di Ivana Marrone)

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