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Al via, nelle Marche, le cause pilota per il pagamento, da parte del Servizio sanitario nazionale, delle rette per i malati di Alzheimer. L’iniziativa è a firma di Cgil, Spi e Federconsumatori regionali. Gli anziani fragili ricoverati nelle strutture residenziali e semiresidenziali delle Marche sono circa 7500, circa il 45% di questi sono non autosufficienti; i posti riservati ai malati di Alzheimer sono insufficienti tant’è che circa 1600 pazienti sono in lista d’attesa. Il principio per muovere la causa è semplice: “quando un paziente è affetto da una grave patologia neurodegenerativa, come l’Alzheimer avanzato, le cure – spiega il sindacato – sono a totale carico del Servizio sanitario nazionale. Il paziente non deve mettere mano al portafoglio, è come se fosse ricoverato in ospedale. Di conseguenza si azzera la quota a carico della famiglia. Inoltre, le famiglie o gli eredi possono richiedere la restituzione delle somme versate indebitamente negli ultimi dieci anni”.
Per Loredana Longhin, segretaria Cgil Marche, “con queste azioni legali vogliamo dare delle risposte concrete a tutte le famiglie che hanno familiari affetti da demenza e dall’Alzheimer, da tempo ormai denunciamo la carenza di strutture e di centri diurni, non si può più restare fermi”.
Per Massimo Girolami, segretario generale Spi regionale, “se le Marche sono tra le cinque regioni benchmark, però i conti del bilancio sanitario virtuoso non possono essere pagati dai più fragili e dalle loro famiglie. È necessario che la Regione investa più risorse per tutte le politiche socio sanitarie, visto anche l’indice di invecchiamento della popolazione marchigiana”.
“Sempre più alta è la frequenza di persone che si trovano nella condizione di dovere condurre i propri cari in RSA e nelle Residenze Protette, con rette sempre più impegnative (e a volte insostenibili) nell’incapacità di definirne costi, competenze tutele e diritti – afferma Stefano Tordini, Federconsumatori Marche –. Agiremo con analisi giuridica dei fatti e conseguenti azioni da intraprendere individualmente a tutela degli ospiti e dei cittadini”.
Cgil ,Spi Marche e Federconsumatori si faranno anche promotori di un’azione per recuperare il pagamento indebito delle quote aggiuntive relative alla tariffa per chi è ricoverato nelle strutture residenziali. “Sono anni – concludono – che come sindacato siamo impegnati a risolvere il tema della composizione delle rette nelle strutture residenziali, perché è inammissibile far ricadere sugli utenti i costi impropri che non gli competono”.






















