“Con il limite di 60 km all’ora nelle principali arterie autostradali della Sicilia si bloccherà l’Isola, sarà un danno enorme per chi si sposta per lavoro, per le imprese, per gli studenti, per tutta l’economia siciliana. Essere giunti a questo segna il fallimento delle istituzioni che non sono intervenute a tempo debito per garantire la sicurezza. Adesso subito interventi per non fermare la Sicilia”: lo scrivono in una nota congiunta i segretari della Cgil, della Filt e della Fillea della Sicilia, Alfio Mannino, Alessandro Grasso e Giovanni Pistorio, che annunciano l’avvio immediato di una mobilitazione con prima tappa il 21 ottobre sulla Catania- Messina. “Al danno di non avere fatto ogni soggetto competente la propria parte per mettere in sicurezza le autostrade – dicono – si aggiunge ora la beffa di un’azione che punirà ulteriormente la Sicilia e i siciliani. Chiediamo risposte e interventi immediati”.

Cgil, Filt e Fillea Sicilia: “Non è accettabile che limitazioni e disagi diventino la normalità”

“La sicurezza viene prima di tutto – sottolineano i segretari delle tre sigle –, ma non è accettabile che limitazioni e disagi diventino la normalità. La mobilità negata – rilevano – significa diritti compressi, difficoltà per i cittadini e per le imprese, servizi meno accessibili e territori sempre più isolati. Come se non bastassero già le difficoltà che scontano le aree interne – sottolineano Mannino, Grasso e Pistorio – e i limiti degli altri sistemi di trasporto, come quello ferroviario, con binari unici, chiusure come quella della tratta Siracusa- Catania, velocità ridotta”.

Cgil, Filt e Fillea sottolineano che “ogni soggetto deve rispondere per le proprie competenze, senza scaricare su altri ritardi e inefficienze e disponendo interventi immediati per non paralizzare la Sicilia, mettendo a disposizione risorse certe e cronoprogrammi pubblici per il ripristino della piena sicurezza e della funzionalità delle autostrade, insieme a un piano straordinario per la mobilità”.

Mannino, Grasso e Pistorio rimarcano sulle responsabilità della situazione attuale, “non ultime quelle del governo Meloni che ha continuato a sottrarre alla Sicilia risorse destinate alle infrastrutture”. “Le responsabilità sono diffuse – dicono – e chiamano in causa tutti i livelli istituzionali e gestionali: il Cas, per la gestione e la manutenzione delle autostrade; la Regione Siciliana e l’assessorato regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, per la programmazione e il controllo di propria competenza; il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per le responsabilità di vigilanza e gli interventi necessari”. “Questa ulteriore beffa è insostenibile – sottolineano Mannino, Grasso e Pistorio –: la Sicilia non può viaggiare a 60 km all’ora. Chiediamo al governo regionale e al Cas un incontro urgente sulle misure che si intendono adottare per velocizzare la messa in sicurezza delle autostrade ed evitare che la Sicilia si blocchi”.