Nulla di fatto al termine dell'incontro di ieri tra Fim, Fiom, Uilm e Fincantieri sulle politiche industriali e i programmi produttivi. Restano infatti le distanze tra intenzioni dell'azienda e piattaforma dei sindacati, come conferma la Fiom Cgil, che constata “le enormi distanze che esistono fra le posizioni dell'azienda e le nostre richieste”.

Le stesse distanze si erano già registrate nei precedenti incontri. I temi sono quelli “degli orari, della sicurezza e degli appalti, oggi aggravati a causa dell'intenzione dell'azienda di dare corso ad una graduale esternalizzazione delle attività di scafo, della non chiarezza circa il futuro societario dell'Isotta Fraschini e della conferma che la meccanica di Riva Trigoso potrebbe diventare una controllata”.

Secondo Bruno Papignani
, coordinatore nazionale Fiom- per Fincantieri, “pur annunciando il rientro di alcune attività prevalentemente di progettazione non vi è, allo stato, sufficiente chiarezza circa la distribuzione dei carichi di lavoro nei singoli cantieri relativi alle future commesse”.

Nei prossimi incontri, previsti per il 12 e il 16 marzo prossimi, verranno affrontati i temi della formazione e dei salari, oltre ad approfondire alcuni dei temi già trattati. “Auspichiamo – afferma la Fiom - che in quelle sedi l'azienda rinunci alle proprie pretese e decida finalmente di confrontarsi sulle nostre richieste”. Il sindacato “ritiene a questo punto necessario che entro la giornata di venerdì 13 marzo si svolgano assemblee in tutti i cantieri e le sedi, per informare i lavoratori e decidere con loro quali comportamenti assumere circa l'andamento del confronto”.