PHOTO
Otto misure di custodia cautelare in carcere, 51 indagati e un sequestro di beni per oltre 57 milioni di euro. È il bilancio dell’operazione “Ricostruzione” della Guardia di Finanza di Ancona, coordinata dalla Dda, su un sistema illecito in commesse per la ricostruzione privata post-sisma 2016 e appalti banditi da Regione Marche, Erdis Marche e Università di Camerino, per accuse di truffa aggravata, infiltrazioni di criminalità organizzata di stampo mafioso, e corruzione. Oltre 50 perquisizioni nelle province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza.
Cgil e Fillea Marche: “Ancora una volta opacità e corruzione”
“Ancora una volta – commentano Fillea e Cgil Marche – ci troviamo di fronte a fenomeni di opacità e corruzione che puntualmente trovano terreno fertile nelle ingenti risorse di investimenti, come quelli della ricostruzione che fanno gola alla criminalità ed alle mafie”.
La Fillea Cgil e la Cgil Marche, come sindacato, hanno sempre denunciato i rischi che oggi, ma anche nel passato, si sono palesati grazie al lavoro incessante della polizia giudiziaria e della magistratura. “Prevenire – scrivono – è necessario e doveroso per contrastare l’illegalità e le pratiche criminali. Gli accordi sindacali realizzati, i protocolli di legalità, dal durc di congruità al badge di cantiere, sono importanti e necessari ma da soli non possono bastare se non si rende tracciabile la spesa dei flussi finanziari”.
Per i sindacati, vigilanza, controllo, rafforzamento della cultura della legalità sono indispensabili per non infiltrare l’economia sana dei territori e non fare pagare ai lavoratori prezzi che mettono a rischio la loro sicurezza e il loro futuro e promuovere le imprese sane e operose del territorio.
In attesa di conoscere ulteriori elementi dell’inchiesta, “desta molta preoccupazione – si legge nella nota – la ramificazione delle infiltrazioni criminali nelle diverse istituzioni in molte regioni d’Italia, a dimostrazione di un sistema evoluto, che va ben oltre le tradizionali inchieste antimafia. Ma desta ulteriore preoccupazione la fragilità del sistema imprenditoriale e istituzionale che in questo caso non avrebbe mostrato i necessari anticorpi a fenomeni degenerativi”.
“Da quanto apprendiamo dalle ricostruzioni delle ultime ore dalla stampa, vi è l’impressione che ci troviamo di fronte a fenomeni criminali con organizzazioni criminali trasversali che evidentemente hanno trovato nuovi equilibri e nuove forme di infiltrazioni nelle pubbliche amministrazioni e nelle stazioni appaltanti, e di certo aver depenalizzato il reato di abuso d’ufficio non aiuta a fare azioni preventive contro le mafie e per la legalità”, concludono Cgil e Fillea Marche.






















