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La protesta

Sul silos per la Treofan

Fabrizio Ricci
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Tre operai si arrampicano sul serbatoio per protestare contro la decisione della multinazionale Jindal di chiudere anche lo stabilimento di Terni dopo quello di Battipaglia. "Qui c'è la storia della chimica italiana, non possiamo permettere che spengano la luce"

Si sono arrampicati in cima agli enormi silos dove campeggia ancora la scritta Moplefan, che richiama quel Nobel vinto da Giulio Natta per aver inventato il Moplen, un materiale che rivoluzionò l'industria termoplastica, tanto da meritarsi anche un tormentone all'interno di Carosello: «E mo', e mo', e mo'... Moplen!».

Ci sono saliti perché intendono «tentarle tutte» per scongiurare la chiusura della loro fabbrica, che oggi si chiama Treofan e che la mutinazionale indiana Jindal, ultima proprietaria del marchio e delle sue produzioni storiche, intende liquidare, dopo aver già chiuso il sito di Battipaglia.

"Non possiamo consentire che questo avvenga", hanno ribadito oggi i sindacati e i lavoratori che hanno manifestato ancora una volta davanti allo stabilimento e incontrato il liquidatore incaricato di portare avanti la transizione a livello formale. Una transizione che per i sindacati non deve assolutamente condurre ai licenziamenti: "Ci sono compratori interessati, l'azienda è produttiva e ha un importante parco clienti - ha detto Marianna Formica, segretaria della Filctem Cgil Terni - e soprattutto ci sono 150 posti di lavoro diretti e molti altri nell'indotto. Noi chiediamo alle istituzioni di fare quadrato per impedire che la storia gloriosa della chimica ternana venga cancellata con un colpo di spugna per scelta di una multinazionale".