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Buone notizie

Elica, firmato l'accordo per la salvaguardia dei posti di lavoro e delle produzioni

19 ottobre 2021: presidio Elica e Whirlpool al Mise
Foto: Marco Merlini
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Buone notizie per i lavoratori di Elica. Nel corso dell’incontro che si è tenuto presso il Mise lo scorso 9 dicembre e al quale erano presenti azienda, sindacati nazionali e territoriali e istituzioni locali, è stato presentato l’accordo che mette fine a una vertenza iniziata molto male. "L’accordo firmato e che sarà ratificato dal voto in assemblea di tutti i dipendenti, è un risultato importantissimo per le lavoratrici e i lavoratori della Elica di Ancona e per la salute dell’industria italiana", è il commento di Barbara Tibaldi, segretaria nazionale e responsabile Fiom del settore dell’elettrodomestico e Silvia Spera, Area politiche industriali per la Cgil nazionale.  

"Solo pochi mesi fa l’azienda, in modo avventato e irricevibile, aveva dichiarato la delocalizzazione delle produzioni in Polonia con il conseguente esubero di circa 400 persone. Ma, ancora una volta nella storia di questo paese, abbiamo dimostrato che se rimaniamo compatti e lottiamo con gli strumenti che abbiamo a disposizione, con gli scioperi e con le iniziative di protesta, possiamo cambiare le decisioni sbagliate e migliorare la condizione delle persone.

L’accordo, nel merito, prevede la salvaguardia di tutti i posti di lavoro, il rientro di alcune produzioni dalla Polonia (reshoring), l’utilizzo degli ammortizzatori sociali sotto forma di contratti di solidarietà nella quantità necessaria a portare avanti il piano industriale senza prevedere licenziamenti e la previsione di incentivi fino a 70.000 euro per chi volontariamente decidesse di essere messo in mobilità.

Ovviamente - scrivono le dirigenti sindacali - continueremo a monitorare con tavoli aziendali e ministeriali il rispetto dell’accordo e l’andamento del piano industriale, ma per oggi possiamo essere soddisfatti di aver ottenuto un risultato importante sia per le lavoratrici e i lavoratori della storica azienda italiana di cappe da cucina, sia per il rilancio della nostra industria. Di questo abbiamo bisogno oggi più che mai nel nostro paese: di un’industria che non licenzia ma investe e contrasta le delocalizzazioni”.