La mobilitazione non si ferma. Continua la protesta dei sindacati metalmeccanici di Padova, mentre è in pieno svolgimento la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto a dicembre 2019. "Il nostro territorio, la provincia di Padova, vede la presenza di circa 70mila lavoratori del comparto e ha visto una importante e non scontata partecipazione alle iniziative di sciopero di ottobre e novembre 2020 indette unitariamente da Fim, Fiom e Uilm nazionali insieme al blocco degli straordinari e delle flessibilità d’orario, tuttora in vigore".

"Nelle aziende più grandi e importanti della provincia - continua il comunicato - le lavoratrici e i lavoratori sostengono attivamente le posizioni delle organizzazioni sindacali al fine di ottenere un contratto di lavoro significativo sul piano del salario. Infatti, tra le richieste presenti nella piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale di tutti i metalmeccanici dell’industria ci sono l’incremento dell’8% del salario ed un inquadramento equo che sia al passo con le nuove competenze derivanti dall’evoluzione tecnologica. Tra le altre cose, viene chiesto di lavorare in contesti dove il precariato non sia la regola, dove ci sia sicurezza e salubrità, dove gli appalti non servano a peggiorare le condizioni di chi lavora. Il sistema industriale non deve puntare alla competizione tra le persone, ma servire al progresso collettivo. I metalmeccanici vogliono un lavoro certo, dignitoso e che appassioni, vogliono mettere a frutto le proprie esperienze, le proprie competenze, la propria creatività ed inventiva".

Per questo motivo Fim, Fiom e Uilm di Padova, a sostegno di queste rivendicazioni, ribadiscono lo sciopero degli straordinari e delle flessibilità d’orario, invitando le lavoratrici e i lavoratori a sostenere la mobilitazione in atto fino alla conquista del nuovo contratto nazionale.

 

Un giusto contratto per i metalmeccanici è necessario, serve per il progresso di tutti per andare oltre le crisi ed oltre la pandemia.