“L'incontro di oggi tra il ministero dell'Istruzione e i sindacati segna la ripresa delle relazioni, in vista della piena attuazione degli impegni sottoscritti nel verbale di conciliazione dello scorso dicembre, che per noi rappresentano punti irrinunciabili”. Così in un comunicato la Flc Cgil.
 
“Innanzitutto, la definizione di un sistema di abilitazioni a regime, per rispondere al bisogno di formazione di qualità che proviene dagli stessi docenti. L'anno scolastico 2018-19 ha funzionato grazie al lavoro di 157.000 precari – pari al 18% sul totale dei docenti –, un numero di cattedre che difficilmente potrà essere coperto da personale di ruolo, se non si avviano subito concorsi e abilitazioni. Il rinnovo del contratto nazionale di lavoro è un altro punto irrinunciabile delle nostre richieste, visto che i docenti italiani e il resto del personale sono i meno pagati di tutto il settore pubblico”, continua il sindacato dei lavoratori della conoscenza.

“Sugli investimenti al settore l'Italia è ferma, tanto che vi è una perfetta corrispondenza fra il punto di Pil (circa 17 miliardi) che manca per l'istruzione e la crescita praticamente a zero del nostro Paese. Dunque, occorre un forte impegno politico per ampliare il tempo scuola, intraprendere la strada dei salari europei, aumentare gli organici di docenti e Ata, superare il fenomeno delle classi ‘pollaio’, restituire dignità al lavoro del personale della scuola e rendere effettivo il diritto sociale all'istruzione per oltre sette milioni di alunne e alunni. Il Miur mantenga questi impegni e acceleri il confronto se, come da auspici della stessa ministra, si vuole far partire il prossimo anno scolastico con tutti i docenti in cattedra”, conclude la nota sindacale.