“Nel nostro Paese, il tema del Mezzogiorno non è stato affrontato nel migliore dei modi, ma la Cgil è stata capace di elaborare un Piano per il sud, perché rilanciare il Meridione vuol dire rilanciare l'intero Paese”. Con queste parole si è aperto l’intervento di Samuele Piddiu, della segreteria della Cgil Sardegna, sul palco del congresso nazionale del sindacato in corso a Bari.

Le proposte della Cgil, per Piddiu, “rappresentano bene la situazione che si vive anche nella mia regione, la Sardegna, più nota probabilmente per le sue attrattive turistiche che non per il potenziale del suo sviluppo che ancora non siamo stati capaci di apprezzare appieno. Non si può infatti pensare di risolvere il tema delle difficoltà del Mezzogiorno con il reddito di cittadinanza. Si deve fare ben altro, per ridare verve a quella parte della nostra nazione”.

“La Sardegna – ha ricordato il segretario della Cgil Sardegna - ha istituito il Rei, il reddito di inclusione, prima che lo istituisce il governo nazionale. Quindi siamo stati una piattaforma sperimentale per un progetto che realmente contrastava le povertà.

“Oggi – ha concluso Piddiu – siamo di fronte ad una scadenza elettorale e recentemente si sono tenute le elezioni suppletive che ci hanno dato un pizzico di vigore. Io non so se si tratta di una vera e propria inversione di tendenza, ma il fatto che il centro-sinistra con una proposta unitaria abbia vinto è un elemento che noi dobbiamo guardare con interesse e attenzione. Quella risposta, noi pensiamo si debba tramutare in una proposta alle elezioni regionali che terremo fra un mese e che saranno un banco di prova importante anche per il governo nazionale”.