"Prendiamo atto delle parole del presidente Rossi che, rispondendo all'interrogazione del consigliere Fasanelli, in due minuti ha smentito tutto l'operato della Provincia e di Informatica Trentina degli ultimi cinque mesi". Lo affermano Aura Caraba, della Fiom Cgil, e Luciano Remorini, della Fim Cisl di Trento, a proposito dell'interrogazione sui casi Dexit e IeT Sistemi nel question time di ieri in consiglio provinciale. 160 lavoratori delle due società private rischiano di perdere il lavoro, con il subentro di nuove aziende nell'appalto per la gestione delle postazioni informatiche pubbliche.

"II presidente – proseguono i sindacalisti – ha paventato l'ipotesi di una proroga fino alla scadenza temporale dell'attuale appalto, che ha affermato essere nel 2017, mentre in realtà sarebbe nel 2019, sostenendo inoltre, in contrasto con le posizioni finora assunte, che si stanno prendendo in considerazione alcune ipotesi di clausola sociale, suggerite dalle organizzazioni sindacali, che potrebbero essere più tutelanti per la continuità lavorativa e retributiva dei lavoratori di Dexit".
 
"Ci chiediamo se tali posizioni siano la reale volontà della proprietà di Informatica Trentina di mantenere gli impegni assunti nel 2009, e ribaditi a più riprese dal presidente Rossi, oppure semplici parole per prendere tempo e rispondere ad un'interrogazione in aula. In attesa di concrete risposte e della convocazione di un tavolo per riscrivere un accordo, che, mantenendo la ratio del 2009, confermi gli impegni dichiarati in aula, confermiamo lo sciopero di otto ore dei lavoratori di Dexit e IeT Sistemi per il 29 febbraio", concludono i sindacati.