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Landini: «In piazza per un Paese nuovo»

Davide Colella
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Il segretario generale Cgil conclude la manifestazione di Roma: "La nostra battaglia è per un'Italia fondata sulla giustizia sociale"

“La nostra battaglia è per un Paese nuovo, un Paese diverso, fondato sulla giustizia sociale e sulla possibilità per le persone che lavorano di realizzarsi in ciò che fanno”. È con queste parole che il segretario generale Cgil Maurizio Landini ha chiuso dal palco di Roma la manifestazione per lo sciopero regionale del Lazio, che si è tenuta nella centrale piazza Madonna di Loreto.

“La manovra non affronta i problemi del Paese”, ha detto il leader sindacale: “La gente non arriva alla fine del mese, i salari sono tra i più bassi d'Europa, i livelli di precarietà sono altissimi”. Landini ha anche rilevato che “i giovani sono costretti ad andarsene dall’Italia” e che siamo “in presenza di un’evasione fiscale che è la più alta d'Europa”.

La manovra dell’esecutivo, dunque, non tocca i nodi cruciali del Paese. “Noi stiamo chiedendo – riprende Landini – di ridurre la tassazione sul lavoro dipendente, di cancellare i voucher e non di ripristinarli. E continuiamo a chiedere investimenti investire sulla sanità, sulla scuola, sulla pubblica amministrazione per creare lavoro”.

Altrettanto netto è il giudizio sul Governo Meloni. “Questo esecutivo – ha detto dal palco – ci ha spiegato che faceva un grande intervento sul taglio dei contributi sui salari. Ha deciso, poi, di prorogare il 2 per cento del Governo Draghi senza aggiungere nulla. Questo nuovo governo non può fare la parte di Totò che vende la Fontana di Trevi”.

Il confronto col Governo Draghi, poi, è impietoso. “Vedo un peggioramento, con il precedente esecutivo avevamo ottenuto la decontribuzione del cuneo fiscale e un sostegno ai redditi bassi”, ha illustrato il segretario Cgil: “Con il Governo Meloni la decontribuzione è rimasta al 2%, i prelievi sugli extraprofitti sono diminuiti, non si combatte l’evasione fiscale e s’introducono voucher e flat tax. Non c'è continuità con il Governo Draghi, bensì un peggioramento”.

Sempre sul governo attuale, Landini ha poi aggiunto che l’esecutivo “ha avuto la maggioranza dei voti e potrà anche durare cinque anni, ma in queste elezioni ha ottenuto 12 milioni di voti, mentre 15 milioni d'italiani hanno votato altri partiti e ben 18 milioni si sono astenuti. L'idea che il governo, da solo, sia in grado di rappresentare il Paese, non è vera”.

Entrando nel merito di alcuni provvedimenti contenuti nella legge di bilancio, Landini ha rilevato che “quella sulle partite Iva è una pura marchetta elettorale. E alle partite Iva dico: non vi fate fregare. A voi non servono meno tasse, ma più diritti, le ferie, la malattia, la maternità”.

Riguardo l’andamento dello sciopero, Landini ha evidenziato “i ritorni positivi”: da qui l'indicazione di andare avanti sulla strada della mobilitazione. “Non ci fermeremo”, ha concluso Landini dal palco romano: “Ho visto la partecipazione dei lavoratori che dicono proprio questo: andate avanti, ottenete risultati, cambiate la manovra. E Meloni stia tranquilla: siamo gente che può durare a lungo, forti delle ragioni e del coraggio di metterci la faccia”.