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Fermiamo la strage

Porto di Ortona, morto un operaio colpito da un carico

Foto: pbo31, flickr
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L'uomo, 41 anni, di origine filippina, era a bordo della nave Micourier 2 ed è stato sbalzato in mare. Recuperato dai colleghi e soccorso, è spirato all'ospedale di Pescara

L'ultima vittima sul lavoro è un operaio di 41 anni. L'uomo, di origine filippina, è morto a Ortona, in provincia di Chieti, mentre era al lavoro su un galleggiante impiegato per i traffici portuali, ormeggiato alla banchina di "Riva Nuova". Ucciso da un carico sospeso. Il fatto è avvenuto questa mattina (8 novembre) intorno alle 11. 

Il mezzo sul quale si trovava l'operaio è il Micourier 2, nave con porto base nel sorgitore di Ortona, solitamente impiegato come supporto alle piattaforme, e l'infortunio sarebbe avvenuto mentre a bordo erano in corso operazioni di trasbordo del carico, per via del cedimento strutturale dell'imbragatura che ha portato alla caduta del materiale che era all'interno della stessa. L'operaio, colpito dal carico in sospensione e scaraventato in mare, è stato recuperato dai colleghi, è stato soccorso dai sanitari del 118, sul posto insieme agli uomini della Capitaneria di porto, e trasportato in ospedale a Pescara, ma è morto poco dopo. 

"Una tragedia che si aggiunge alla interminabile lista di vittime sul lavoro e che ripropone la necessità di un maggiore impegno di tutti nella prevenzione e nella formazione sui temi della sicurezza sul lavoro". Ad affermarlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, a seguito della morte del lavoratore marittimo, avvenuta nel porto di Ortona. Le sigle di rappresentanza esprimono "profondo cordoglio" e si uniscono "al dolore dei familiari e dei colleghi".

"Non abbiamo al momento certezza sulle cause che hanno provocato questa ennesima tragedia - spiegano le tre organizzazioni sindacali - e pertanto rimaniamo in attesa di conoscere l’esito finale delle indagini, già in corso, che potrebbero permetterci di favorire l’adozione di misure di sicurezza più adeguate e specifiche per il settore. Proviamo un grande dolore per la perdita di un'altra vita umana sul lavoro - sostengono Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti - e vorremmo non accadesse mai più, ma sappiamo che, senza un reale impegno di tutti i soggetti coinvolti, questo auspicio potrebbe rimanere tale. Per raggiungere l'obiettivo di ridurre a zero i rischi nei luoghi di lavoro è necessario un approccio culturale diverso, più orientato alla salvaguardia della salute che alla ricerca del mero profitto.

Purtroppo le mancate risposte sui temi della sicurezza, complicano il continuo impegno del sindacato nella difesa della salute e della sicurezza nel mondo del lavoro". Secondo le tre organizzazioni sindacali dei trasporti infine "è necessario e vitale investire nel lavoro sicuro, certo, stabile e tutelato e sulla formazione e prevenzione, coinvolgendo gli Rls nella predisposizione dei processi produttivi, dando loro la possibilità di intimare attraverso le Rsa/Rsu la sospensione dell'attivita lavorativa nel caso di mancata applicazione dei relativi protocolli. La lotta per la sicurezza sul lavoro deve essere vera e tutti devono sentirla propria".