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La vertenza

Softlab: Invitalia apre uno spazio, ma l'azienda rischia di chiuderlo

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“Al tavolo istituzionale convocato dal ministero dello Sviluppo economico la novità è il provvedimento in autotutela di Invitalia che riapre la possibilità per la Softlab Tech di accedere al Fondo grandi imprese in difficoltà. Tuttavia la società, in grave crisi finanziaria, conferma l’interesse al prestito di Stato ma declina ogni intenzione di far entrare Invitalia nel capitale sociale, che tra l’altro sembra già essere in aumento con l’immissione di liquidità esterna". Lo dichiara in una nota Valentina Orazzini, coordinatrice nazionale del gruppo per la Fiom Cgil.

La Fiom "giudica grave l’atteggiamento reticente dell’azienda e indica come percorso di effettiva garanzia l’ingresso di Invitalia, non solo nell’esposizione debitoria, ma nella governance del Gruppo al fine di garantire sviluppo e occupazione - prosegue il sindacato -. La Softlab dia prova di trasparenza: faccia effettuare alle istituzioni le necessarie verifiche sull’assetto societario e finanziario; apra all’ingresso delle stesse nel capitale e soprattutto interrompa l’indecente pratica del pagamento in ritardo degli stipendi, una vergogna intollerabile che pesa sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori in un contesto già reso difficile dal peso dell’inflazione".

Infine, la Regione Campania "esca da una posizione di neutra osservazione ma si adoperi per convocare insieme al Mise un tavolo che entri nel merito delle politiche industriali regionali nel settore dell’elettronica per capire come valorizzare gli investimenti pubblici e privati e invertire la desertificazione di un territorio che avrebbe competenze strategiche. Attendiamo in tempi brevissimi che il Mise, Invitalia, col supporto di Regione Lazio, Lombardia e Campania, riconvochino il tavolo e diano risposte sugli sviluppi delle possibilità che oggi si sono aperte”.