Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

Contratti

Tessile-abbigliamento, firmato il rinnovo

Foto: Cottonbro, Pexels.com
  • a
  • a
  • a

Oltre 400 mila i lavoratori interessati, impiegati in circa 46 mila imprese. L'aumento salariale è di 72 euro, più due euro per il welfare sanitario a carico delle imprese. Molto importante l'inserimento di un protocollo contrattuale riguardante la competitività, la legalità e il contrasto al dumping contrattuale. Falcinelli-Paoloni: "Con questo ccnl abbiamo scommesso assieme alle controparti sul rilancio del settore della moda, in un'ottica di valorizzazione del made in Italy"

Oggi (28 luglio) a Milano, Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e le rappresentanze di Smi (Sistema moda Italia, l’associazione industriale di settore aderente a Confindustria moda) hanno sottoscritto l’ipotesi d’accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del tessile-abbigliamento, scaduto il 31 marzo 2020. Il testo, che sarà in vigore fino al 31 marzo 2024, interessa oltre 400 mila lavoratori, impiegati in circa 46 mila imprese.  

Parte economica
L’intesa prevede nel periodo un aumento complessivo (Tec) di 74 euro. Il Tem, l’incremento medio sui minimi (4° livello), sarà di 72 euro suddiviso in tre tranche: 20 euro da aprile 2022; 25 euro da gennaio 2023; 27 euro da aprile 2023. L’aumento sarà certo e non soggetto a verifica inflattiva, passando da una dinamica salariale ex post, ad una dinamica ex ante. Per quanto riguarda il welfare sanitario, la novità è l’attivazione, con decorrenza dal 1° gennaio 2023, di una assicurazione contro la non autosufficienza (Ltc) a beneficio di tutti i lavoratori del settore. Tale assicurazione sarà finanziata con un contributo a carico dell’impresa di 2 euro per ogni lavoratore. È stato concordato l’avvio dell’ente bilaterale di settore finanziato con un contributo una tantum a carico delle imprese di 5 euro per ogni lavoratore dipendente.

Parte normativa
Sull'attuale e drammatico tema della violenza di genere, le parti firmatarie dell’ipotesi d’accordo si impegnano nella diffusione e nell’applicazione dell'“accordo quadro sulle molestie e le violenze nei luoghi di lavoro”, sottoscritto il 25 gennaio 2016 da Confindustria con Cgil, Cisl, Uil. In particolare, le parti confermano l’impegno per il sostegno alle vittime di molestie e di violenza, nonché l’assistenza alle stesse nel processo di reinserimento sia in altre sedi della stessa azienda, se esistenti, che presso altre aziende tramite il sistema associativo di Confindustria. Inoltre, è stata migliorata la normativa sulla tutela delle lavoratrici e lavoratori madri e padri rispetto al divieto di lavoro notturno.

Molto importante l’inserimento di un protocollo contrattuale riguardante la competitività, la legalità e il contrasto al dumping contrattuale, al fine di arginare il fenomeno dei contratti pirata, con l’impegno delle aziende committenti a inserire nel contratto di commessa l’obbligo dell’applicazione ai lavoratori dei Ccnl sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul territorio nazionale.

Nell’intesa, sono migliorati i diritti individuali dei lavoratori, sia in termini di conservazione del posto di lavoro in caso di malattia, che per quanto riguarda i permessi, le aspettative e i congedi, con il recepimento della legge Cirinnà, estesi anche alle coppie di fatto. Inoltre, in merito alle ore prestate in regime di flessibilità dell’orario, sono state elevate da 16 a 32 le ore che potranno essere programmate individualmente.

Infine, è stato definito un protocollo d’intesa sulla bilateralità per la definizione di apposite iniziative congiunte per la diffusione e l’applicazione delle “Linee guida sulla contrattazione aziendale”. Nel protocollo è presente anche la costituzione di un apposito gruppo di lavoro che, anche in conseguenze dell’emergenza sanitaria da Covid-19 nell’organizzazione del lavoro, sviluppi analisi congiunte sullo stato di salute in generale dei lavoratori del settore e individui opportune forme di prevenzione da implementare nelle imprese.

“Con questo rinnovo contrattuale le parti hanno scommesso insieme sul rilancio del settore della moda con una politica sindacale condivisa che guarda alla tutela dei lavoratori e del loro salario in un’ottica di valorizzazione del Made in Italy come sinonimo di cultura del lavoro di qualità”, hanno commentato Marco Falcinelli e Sonia Paoloni, rispettivamente segretario generale e segretaria nazionale della Filctem, a margine dell’intesa di rinnovo del contratto nazionale del settore tessile raggiunta quest’oggi a Milano.

“Questo accordo – hanno concluso i due dirigenti sindacali - consegna ad oltre 400 mila lavoratrici e lavoratori uno strumento vero e solido di difesa e rilancio del lavoro in un momento in cui il settore è sottoposto alla peggiore crisi dal dopoguerra ad oggi. Non solo 74 euro in più di salario senza variazioni inflative, ma anche diritti e norme che premiano la validità di un sistema contrattuale solido".

Il protocollo di contrasto al dumping salariale, introdotto in questo contratto, aggiungono i sindacalisti, "è un forte segnale di condivisione di politiche industriali avanzate, nella direzione di sconfiggere il fenomeno dei contratti pirata e di dare il giusto peso al tema della rappresentanza dei lavoratori”. La parola ora alle lavoratrici e ai lavoratori che dovranno votare l’accordo nelle assemblee nelle aziende.

"Una buona notizia per gli oltre 400mila lavoratrici e lavoratori del settore tessile e abbigliamento, uno tra i settori  più colpiti dalla pandemia”: così la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti. “Il rinnovo di un contratto importante come questo - sottolinea Scacchetti - è segno di fiducia e impegno per la ripresa. Indica che la tutela del lavoro e delle condizioni economiche dei lavoratori sono la leva decisiva per la crescita del Paese”.