A Genova il tasso di disoccupazione è al 12,7 per cento, a fronte di un dato nazionale attestato al 10: la metà di queste persone sono senza impiego da più di 12 mesi, quindi spesso senza alcun sostegno al reddito. Anche la disoccupazione giovanile è sopra la media italiana: in otto anni è passata dal 21 al 36 per cento. Questi gli ultimi dati dell’Istat, che delineano una situazione tale da rendere la Liguria una regione con gli indicatori di povertà e di esclusione sociale più alti tra le regioni del Nord. Per fare fronte a questa emergenza e andare incontro alle richieste dei cittadini, la Camera del lavoro di Genova ha dato vita a un coordinamento disoccupati, inaugurato alla vigilia del Primo maggio per strutturare al meglio l’attività rivendicativa del sindacato e per dare un messaggio forte e chiaro: “Il lavoro deve diventare il primo punto dell’agenda politica” afferma il segretario generale Igor Magni.

Negli ultimi anni il servizio orientamento al lavoro della Cgil di Genova ha ricevuto oltre 4mila utenti, di cui il 95 per cento aveva la necessità di essere aiutato nella ricerca di occupazione. Solo in questi primi mesi del 2021 ha accolto circa 300 persone, il 95 per cento disoccupate. “Questo è il secondo anno in cui il Primo maggio è condizionato dalle norme a contenimento della pandemia – riprende Magni -, ma questa situazione non ha fermato l’attività sindacale che anzi, proprio in questo lungo periodo di distanziamento è stata una delle realtà alla quale lavoratrici e lavoratori e cittadini si sono potuti rivolgere per informazioni ed assistenza”. E se nel primo  lockdown l’attività sindacale è stata assorbita prevalentemente dalla stipula di accordi di cassa integrazione o dai protocolli sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, successivamente ci si è dovuti concentrare sulle esigenze di chi, in questo contesto, non è riuscito a trovare un’occupazione e di chi, sfiduciato, ha abbandonato ogni tipo di speranza.  

“La Camera del lavoro rappresenta un punto di riferimento, rappresentanza, orientamento, accesso ai servizi e aiuto per disoccupati e inoccupati – spiega Magni –. Il coordinamento intende migliorare il nostro intervento a sostegno dei bisogni individuali, ma soprattutto, aprire tavoli sindacali di contrattazione con le istituzioni a partire dal Comune di Genova”. Tra le proposte della Cgil, la richiesta di un miglior uso delle risorse pubbliche che devono finanziare progetti che portino realmente alla persona che vi accede una possibilità lavorativa. Negli ultimi anni sono stati finanziati diversi progetti per incrementare l’auto imprenditorialità, ma pochi finalizzati a coprire i reali fabbisogni occupazionali. E poi le politiche formative, in questo caso la pertinenza è della Regione Liguria: quasi sempre vincolate a requisiti altamente limitanti per la maggioranza dei disoccupati di lunga durata (es. età massima richiesta 29 anni, titolo di studio minimo diploma).

 

(Video a cura di Giovanna Cereseto)