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A Salerno investimenti e progetti per il post covid

Davide Colella
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A dispetto del coronavirus lo scalo commerciale campano resta uno dei più produttivi del Vecchio continente. Gli indicatori del 2020 sono rimasti in attivo soprattutto per la dedizione dei lavoratori. Fiducia nel futuro grazie alle nuove opere che renderanno l'area più efficiente e sicura

Anche in piena crisi sanitaria, il porto di Salerno resta uno degli scali più efficienti d'Europa. Lo scalo commerciale ha chiuso il 2020 in attivo, portando a quasi 310mila i teus movimentati in virtù dell’acquisizione di nuove linee marittime e del rafforzamento dei collegamenti mediterranei.

Nonostante l’emergenza sanitaria e il lockdown, il bilancio dello scorso anno ha registrato quasi 600mila unità veicolari in più trasportate, con una crescita del traffico rotabile di oltre il 6%. Un risultato importante e non scontato, ottenuto grazie anche all'abnegazione dei propri addetti, al dialogo costante tra aziende e sindacati e al costante flusso di merci che in questo difficile periodo ha continuato ad attraversare il nostro Paese.

L'anno di pandemia è stato cruciale per lo scalo campano perché finalmente sono stati messi in campo investimenti che presto saranno in grado di rendere più funzionale e sicura l'intera area portuale. Salerno strizza l’occhio al futuro e, con la modifica dell'imboccatura e il completamento dei lavori di dragaggio, si prepara ad accogliere i “giganti del mare”, navi di 350 metri di lunghezza, che proietteranno il porto cittadino verso le rotte transoceaniche.

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Gli scali marittimi rappresentano un asset strategico per il Paese, fondamentale per il sistema logistico nazionale. Nel 2020 hanno dato sostanza al 9% del prodotto interno lordo italiano. Per questo motivo, il governo ha deciso di investire nelle infrastrutture marittime e in quelle di collegamento agli scali