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L'intervento

Porti nella pandemia

Angelo Manicone
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Gli scali marittimi rappresentano un asset strategico per il Paese, fondamentale per il sistema logistico nazionale. Nel 2020 hanno dato sostanza al 9% del prodotto interno lordo italiano. Per questo motivo, il governo ha deciso di investire nelle infrastrutture marittime e in quelle di collegamento agli scali

La lunga crisi sanitaria in corso ha permesso di evidenziare di fronte all’opinione pubblica quali sono le attività indispensabili alla vita del Paese. Tra queste vi sono certamente quelle dei lavoratori portuali. Negli scali si caricano e scaricano il 90% delle merci che transitano in Italia. E se durante la pandemia il traffico passeggeri si è sostanzialmente azzerato, quello delle merci, grazie anche all'impegno mostrato dagli addetti, non ha conosciuto sosta.

I porti rappresentano un vero e proprio asset strategico per il Paese, fondamentale per il sistema logistico nazionale. Nel 2020 hanno dato sostanza al 9% del prodotto interno lordo italiano. Per questo motivo, il governo ha deciso di investire importanti risorse nelle infrastrutture portuali e in quelle di collegamento ai porti. In questo contesto, le lavoratrici e i lavoratori portuali, con il loro alto livello di professionalità, hanno contribuito a rendere i porti competitivi e sicuri.

La norma sull’autoproduzione, contenuta nell'articolo 199 bis del decreto legge 34 (dal titolo: Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da covid-19) definisce il lavoratore portuale quale "figura professionale prioritaria nell’espletazione delle operazioni e dei servizi di carico e scarico delle navi". Ma a oggi manca ancora il decreto attuativo, fondamentale per garantire sicurezza e competitività di questo importante nodo della filiera logistica del Paese.

Il porto di Salerno è un importante accesso sul Tirreno al sistema portuale nazionale. Nello scalo campano sono in corso una serie di investimenti infrastrutturali da tempo necessari, partendo dai dragaggi per arrivare all’indispensabile collegamento autostradale con la A2 fin qui assente. Fondamentale il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori del porto salernitano che nei fatti costituiscono il principale strumento di efficienza e competitività.

Angelo Manicone è funzionario della Filt Cgil nazionale, dipartimento trasporto marittimo e porti