“Riteniamo non sia più rinviabile la costituzione, anche ad Asti, della Rete del lavoro agricolo di qualità”. A dirlo è Luca Quagliotti, segretario generale della Cgil Asti, precisando che “la Rete ha ottenuto ottimi risultati nel contenimento dello sfruttamento dei lavoratori, garantendo agli agricoltori seri e onesti – che si distinguono per il rispetto delle norme in materia di lavoro, legislazione sociale, imposte sui redditi e sul valore aggiunto - di non trovarsi alla mercé del mercato e di una competizione basata solo sullo sfruttamento delle persone”.

Quagliotti evidenzia che “nelle ultime settimane sono state scoperte due false cooperative che sfruttavano gli immigrati in difficoltà, li umiliavano, ne rubavano i pochi guadagni, li facevano vivere in condizioni disumane. È evidente che tutti, a parole, hanno condannato la presenza di tali cooperative. Ma la domanda che dovremmo tutti farci è: chi usava quelle cooperative non ha alcuna responsabilità? Chi preparava i contratti da due giorni al mese non ha alcuna responsabilità? Noi pensiamo di sì. Noi pensiamo che le aziende che hanno utilizzato quelle cooperative abbiano le stesse identiche responsabilità di chi gestiva quelle cooperative”.

Al segretario generale della Cgil astigiana “piacerebbe che chi in passato ha difeso acriticamente il mondo agricolo oggi prendesse le distanze non solo dalle cooperative indagate, ma anche dalle imprese agricole che utilizzavano quelle cooperative”. Per Quagliotti, infine, esiste “una responsabilità da parte delle imprese che appaltano e noi crediamo sia giusto sapere chi utilizzava quei lavoratori, perché vorremmo acquistare i prodotti da aziende che rispettano in modo etico la vita e le condizioni economiche di coloro che lavorano nei loro campi e nelle loro vigne”.