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Sicilia

Ritardi gravi e inspiegabili

Patrizia Pallara
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110mila lavoratori che hanno diritto alla cassa integrazione in deroga sono ancora in attesa. Va meglio ai dipendenti di imprese artigiane e a coloro che hanno la cassa ordinaria

La Sicilia ha accumulato enormi ritardi sulle procedure della cassa integrazione in deroga, causati dal malfunzionamento del sistema informatico della Regione, che ha il compito di valutare le istanze e decretarle. Su circa 43mila domande di cassa in deroga presentate dalle aziende, secondo i dati Inps aggiornati al 13 maggio sono stati trasmessi 13.973 decreti, 13.436 dei quali sono già stati autorizzati dall’istituto di previdenza. Stiamo parlando di un numero davvero ristretto di lavoratori, quasi 31mila sui 143mila interessati. E tutti gli altri? È il ritardo che la Regione sta cercando di recuperare. Ma nel frattempo i lavoratori non stanno godendo di nessuna copertura.

“Ritardo che non si spiega – commenta Alfio Mannino, segretario generale Cgil Sicilia -. Il 25 marzo abbiamo chiuso l’accordo per la cassa in deroga, ma il sistema informatico è partito solo il 20 aprile, quindi dopo venticinque giorni e tra l’altro a rilento: in prima battuta infatti si riuscivano a decretare solo 500 pratiche al giorno, adesso siamo attestati a quota 1500 - 1800. Qui in Sicilia i lavoratori rimasti a casa dal 9 marzo, data a partire dalla quale quasi tutte le aziende hanno chiuso: logistica, turismo, piccolo commercio, servizi socio assistenziali. Persone con un reddito medio basso, con contratti precari, a termine, part-time, quindi una platea di lavoratori che non guadagnano poco e quindi non hanno risparmi da parte”.

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«Sono due mesi che non vedo un euro»

Situazione molto diversa quella dei 71mila lavoratori in cassa integrazione ordinaria: 21.005 le pratiche pervenute, 20.041 quelle autorizzate, con assegni in pagamento in questi giorni per 31,9 milioni di euro. “Qui mancano un migliaio di lavoratori, ma per problemi specifici magari legati all’indicazione sbagliata dell’Iban, piccole criticità risolvibili in breve” spiega Mannino. I dipendenti delle piccole imprese artigiane, meccanici, orafi, panifici, laboratori di pasticceria, hanno invece tutti potuto godere degli ammortizzatori sociali per il mese di marzo: il Fondo di solidarietà bilaterale ha infatti erogato prestazioni per 19mila lavoratori per il primo mese di emergenza. Per aprile, si aspettano le risorse dello stato previste dal decreto Rilancio. La Sicilia è indietro anche sul fronte del Fondo di integrazione salariale: 8.251 le istanze arrivate, 5.811 quelle definite, di cui circa 2mila già pagate, le altre ancora in attesa.