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Pubblico impiego

La Provincia annulla lo stanziamento di 20 milioni, ira dei sindacati

Foto: Geralt (da Pixabay)
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Cgil, Cisl e Uil contestano la decisione della giunta di cancellare i fondi previsti per l'indennità di vacanza contrattuale in favore dei 40 mila dipendenti di autonomie locali, sanità e scuola. “I lavoratori attendono da due anni, non si può stracciare un patto sottoscritto appena tre mesi fa

La giunta provinciale del Trentino decide, con il nuovo disegno di legge sull’emergenza economica, di stralciare la previsione di 20 milioni di euro, così come prevista nel Protocollo d’intesa siglato a gennaio. Immediata la protesta dei sindacati. “Le lavoratrici e i lavoratori di Provincia, enti locali, scuola e sanità hanno dimostrato nei fatti per quasi dieci anni il loro senso di responsabilità di fronte a una lunga fase di crisi economica. Ora con l’emergenza coronavirus questo non cambierà”, spiegano Cgil, Cisl e Uil provinciali: “Ma il presidente Fugatti non può stracciare il patto sottoscritto solo tre mesi fa e agire unilateralmente. Così smentisce se stesso e viola l’accordo che lui stesso ha firmato”.

I 40 mila dipendenti delle autonomie locali, della sanità e della scuola avrebbero dovuto ricevere con le buste paga dei prossimi mesi, dopo due anni di blocco, l’indennità di vacanza contrattuale già garantita a tutti i dipendenti pubblici in Italia. Ma resteranno delusi ancora una volta. La giunta provinciale, infatti, ha deciso di stralciare la previsione di 20 milioni di euro, così come prevista nel protocollo di gennaio. Una decisione che il presidente della Provincia Fugatti ha assunto in modo unilaterale, senza alcun coinvolgimento delle parti sindacali che hanno firmato quell’intesa.

“Il Protocollo prevede la possibilità di rivedere gli stanziamenti se si verifichino condizioni impreviste e gravi con impatto sulla finanza pubblica, ma solo a fronte di un confronto con le organizzazioni sindacali e nella previsione che i sacrifici siano fatti da tutti, non solo dai dipendenti pubblici”, spiegano i segretari generali di Cgil (Andrea Grosselli), Cisl (Michele Bezzi), Uil (Walter Alotti), Fp Cgil (Luigi Diaspro), Cisl Fp (Beppe Pallanch), Uil Fpl (Marcella Tomani), Uil Sanità (Giuseppe Varagone), Flc Cgil (Cinzia Mazzacca), Cisl Scuola (Stefania Galli) e Uil Scuola (Pietro Di Fiore): “E’ scritto che avremmo dovuto decidere insieme che scelte assumere. La giunta ancora una volta, con ostinata coerenza nell’escludere i sindacati, ha deciso di fare tutto da sola senza mai comunicare alcunché. Per noi è inaccettabile. Così si viola il patto di gennaio”.

I sindacati puntano il dito anche contro “l’incoerenza della giunta che solo poche settimane fa ha deciso di aumentare lo stipendio del dirigente della sanità trentina, mentre lascia i dipendenti a bocca asciutta”. Confederazioni e categorie richiamano al rispetto degli impegni assunti: “Se abbiamo sottoscritto un accordo non è ammissibile che una delle due parti agisca come se quell’accordo non esistesse, è una questione di correttezza e rispetto. Proprio perché siamo nel mezzo di un’emergenza senza eguali, dobbiamo lavorare insieme per venirne fuori”.

I sindacati chiariscono che i 20 milioni di euro non sono un aumento, ma il pagamento di quanto non è stato riconosciuto in due anni di contratto scaduto. “Non possiamo accettare che oggi i dipendenti pubblici vengano trattati come se non contassero nulla. Tutti i dipendenti pubblici nel resto d’Italia e in Alto Adige hanno già ottenuto questa indennità. Perché i trentini no?”, chiedono Cgil, Cisl e Uil: “Se poi si aggiunge il fatto che anche le risorse del premio agli operatori che hanno lavorato nelle strutture sanitarie colpite dal Covid-19 a oggi risultano solo sulla carta e non nel bilancio dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, c’è di cui preoccuparsi”.

Se la giunta non tornerà su suoi passi, quindi, è certo che sindacati e lavoratori non resteranno a guardare. “Se bisogna fare sacrifici è tempo che li facciano tutti, anche i politici locali, e per primi i componenti della giunta”, concludono Cgil, Cisl e Uil provinciali: “Non ci risulta che nessuno di loro abbia rinunciato ad alcuna delle laute indennità che percepiscono per gestire il governo del Trentino. Anche a loro tocca dare un segnale. Altrimenti a pagare saranno sempre i soliti”.