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Chiusura delle Giornate del lavoro con Speranza e Catalfo

Chiusura delle Giornate del lavoro con Speranza e Catalfo
Foto: Foto di Simona Caleo
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Appuntamento a corso d'Italia con l'iniziativa “Cambiamento è... lavoro, sicurezza, prevenzione: le proposte della Cgil”. Apre la segretaria confederale Dettori, conclusioni di Landini

Con l’iniziativa “Cambiamento è... lavoro, sicurezza, prevenzione: le proposte della Cgil”, che si tiene oggi, martedì 15 ottobre a Roma, alle ore 9 presso la sede della Cgil nazionale, si conclude la VI edizione delle Giornate del lavoro. Un’edizione itinerante e organizzata in più tappe, quella di quest’anno, ospitata da ben tre città: Lecce (dal 20 al 22 settembre, la canonica tre giorni di incontri e dibattiti che ha avuto come scenario il centro storico del capoluogo salentino), Bologna (il 16 settembre, iniziativa dedicata a “Nuove politiche industriali, sostenibilità e nuovi strumenti a sostegno di uno sviluppo di qualità”) e Roma (oltre all'iniziativa di oggi, il dibattito dal titolo “Investire nel lavoro pubblico a garanzia dei diritti costituzionali”, tenuto il 18 settembre). 

Per l'evento di questa mattina l'introduzione dei lavori è stata affidata alla segretaria confederale della Cgil Rossana Dettori. A seguire gli interventi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza delle categorie Filt, Fillea, Fp, Nidil, Flai, Fiom, Filctem e di un medico competente aziendale. La giornata ha visto l'importante contributo di Maurizio De Carli (responsabile dipartimento relazioni sindacali Cna), Cristina Grieco (coordinatrice commissione lavoro e istruzione della Conferenza delle Regioni), Giuseppe Lucibello (direttore generale Inail), Fabio Pontrandolfi (area lavoro, welfare e capitale umano di Confindustria) e dei ministri Roberto Speranza (Salute) e Nunzia Catalfo (Lavoro e Politiche sociali). A tirare le conclusioni è stato il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

L'iniziativa di Roma giunge a soli due giorni dalla celebrazione della Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro, un evento che l'Anmil organizza ogni anno per tenere alta l'attenzione sul fenomeno della sicurezza e della prevenzione e che, relativamente all'edizione 2019, è stato accompagnato da un clima di fortissimo allarme, a causa dei dati resi noti nel mese di giugno (e rilanciati nei giorni scorsi dalla stessa Anmil) dall'Inail, secondo il quale le morti sul lavoro accertate dall'inizio di quest'anno ammonterebbero a più di 700. Una vera e propria “strage”, come l'ha definita il 12 ottobre Maurizio Landini, che ha anche ricordato come negli ultimi dieci anni siano state 17 mila le persone che hanno perso la vita sul posto di lavoro.

Un tema, quello della prevenzione e della sicurezza sul lavoro, su cui il leader della Cgil è tornato a insistere domenica, in occasione della Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro: “Ha ragione il presidente Mattarella, quando dice che la sicurezza sul lavoro è una priorità sociale e non si possono accettare passivamente le tragedie che si ripetono – ha sottolineato –. È ora di agire. Prevenzione è la parola d’ordine. C’è sicuramente un problema di formazione che va fatta a chi comincia a lavorare, periodicamente a chi già lavora, a chi opera in appalto. Ma va svolta anche agli imprenditori, visto che il tessuto produttivo italiano è fatto di tante piccole e medie imprese”.

Landini ha infine sollecitato anche l'adozione di “una specie di patente a punti per le imprese. Un documento che indichi quanti infortuni hanno avuto, cos'è successo, quale affidabilità hanno sulla sicurezza, che diventi elemento di valutazione nell'attribuzione degli appalti”. Ma non solo: “Serve rafforzare le funzioni ispettive e di prevenzione negli ispettorati e nelle Asl, il che significa assunzioni e risorse”.