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La ricerca

L'Inca vigila sulla salute e la sicurezza al lavoro

Foto: Marco Merlini
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Il patronato svolge attività continua sul tema, settore per settore. L'ultima iniziativa, una ricerca della Fondazione Di Vittorio, promossa dall'Istituto e dalla Fp Cgil, fotografa la condizione degli addetti della Polizia Locale di Roma e svela che il 75,8% delle 400 interviste sottolinea le criticità di tipo ergonomico, psico-sociale e anche ambientale

Salute e sicurezza, settore per settore. L’attenzione del patronato resta altissima su questo fronte. Una delle ultime iniziative, promossa dall’Inca e dalla Funzione Pubblica Cgil, riguarda una ricerca realizzata dalla Fondazione Di Vittorio sulla Polizia locale di Roma. “Elevata responsabilità, ritmi intensi di lavoro, con un sistema di turnazione su cicli di 24 ore, ricorso diffuso agli straordinari e mancati recuperi, sono gli elementi caratterizzanti del lavoro degli addetti", esposti così all’insorgere di malattie muscolo-scheletriche e dell’apparato respiratorio di origine professionale. Sono questi gli elementi che emergono dallo studio, condotto attraverso la compilazione di un questionario da parte di oltre 400 operatori del settore, e presentato in una diretta online la scorsa settimana.

Gli ambiti di intervento di questa categoria sono numerosi e diversificati: dal controllo del rispetto delle norme urbanistiche e di viabilità, di quelle che regolamentano le attività produttive, quali quelle commerciali e nell’edilizia, fino ad arrivare a compiti di soccorso per calamità naturali e di contrasto ai fenomeni di degrado urbano e sociale, con un servizio di tutela ai soggetti più deboli.

“Il report sottolinea come il lavoro si caratterizza, quindi, per alti carichi in termini di responsabilità (52,3%) e compiti complessi dal punto di vista cognitivo (spesso o sempre, 71,8%) che sono in parte propri di questa professione ma che si attuano in contesti difficili dal punto di vista delle condizioni, con ritmi di lavoro elevati (spesso o sempre, 62,3%), scadenze rigide e strette (57,9%), difficoltà di conciliazione tra lavoro e vita (51,5%; in particolare per le lavoratrici che operano all’esterno, 61%)”.

Molto diffusi il servizio all'esterno, sia a piedi che con automezzo, il ricorso a ore aggiuntive di lavoro, con turni nei weekend che coinvolgono l’84,5% degli uomini e il 76,2% delle donne intervistate; richieste di reperibilità che interessano la gran parte del campione, anche di notte. Più della metà afferma che il riposo per il recupero psicofisico di 11 ore, previsto dal contratto, non è rispettato. Criticità dovute alla carenza di personale e all’inadeguatezza degli strumenti. I lavoratori lamentano dotazioni non all’altezza: divise giudicate scomode, mezzi di trasporto la cui manutenzione è inadeguata o non effettuata regolarmente, mancata sanificazione.

“Complessivamente, per il 75,8% del campione il lavoro ha avuto un impatto negativo sulla salute e le cause sono di tipo ergonomico, psico-sociale e anche ambientale".

“Questa indagine – spiega Silvino Candeloro, del collegio di Presidenza Inca – è una preziosa occasione per ribadire l’importanza di indagare sulle reali condizioni di lavoro in tutti i settori, che influiscono pesantemente sullo stato di salute dei lavoratori e delle lavoratrici, pregiudicandone le capacità professionali individuali. Ed è perciò che l’impegno del Patronato, insieme al sindacato di categoria, continuerà in questa direzione per garantire tutela e rappresentanza individuale e collettiva”.

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