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La testimonianza

«Un atto di giustizia»

Silvino Candeloro
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Nonostante le patologie contratte non lasciassero dubbi, il caso è stato a lungo in bilico. La determinazione dell'Inca Cgil nel sostenere il lavoratore abruzzese

La vicenda del signor Giuseppe Monaco, dipendente della Asl di Lanciano-Vasto-Chieti, ci è stata segnalata dall’Inca di Chieti nel 2017. Una situazione apparsa immediatamente grave e che meritava tutta la nostra attenzione.

Le patologie connesse alla sua attività di radiologo in ospedale erano il risultato dell’assoluta carenza – o addirittura assenza – di adeguate apparecchiature, azioni e condizioni atte a garantire salute e sicurezza durante il lavoro. Nemmeno le certificazioni sanitarie non lasciavano dubbi eppure il caso sembrava di difficile soluzione a favore del lavoratore: negli anni Novanta le vecchie Usl erano state sostituite dalle Aziende sanitarie locali e la stessa documentazione appariva deficitaria per sostenere il contenzioso.

Per raggiungere l’obiettivo, siamo riusciti a coordinare i nostri migliori esperti medico-legali in materia di danno differenziale per ricostruirne la storia lavorativa, le condizioni di lavoro e le conseguenti patologie. Il resto è venuto dalla espressa volontà del lavoratore nel procedere all’azione giudiziaria. Noi ci siamo impegnati con determinazione nel sostenerlo con l’intento di compiere un atto di giustizia .

Al Signor Monaco non potremo mai ridare la salute. Come Patronato, riteniamo la sentenza un atto di giustizia da far valere anche come esempio nella battaglia per garantire sempre maggiore salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’Inca Cgil conferma il massimo impegno per tutelare i lavoratori, sia del settore privato che pubblico, oltre che in ambito assicurativo Inail, anche per un giusto risarcimento civilistico.

Silvino Candeloro è membro del Collegio di presidenza Inca