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Il racconto

Nel cuore di Tor Bella Monaca

Foto: Davide Colella
Emiliano Sbaraglia
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Cittadini e associazioni, insieme al sindacato, al lavoro sulle strade del quartiere del quadrante sud-est della periferia romana per promuovere legalità, lavoro e riappropriazione degli spazi urbani

Ciò che rappresenta per il territorio l’attività della lega dello Spi Cgil di Tor Bella Monaca lo racconta il territorio stesso, i suoi luoghi, le strade, le persone. A partire da viale Santa Rita da Cascia, dove si trova la sede, in un angolo sotterraneo di uno di quei famigerati palazzoni che contraddistinguono l’intera zona. Blocchi di cemento disposti in serie negli anni della speculazione edilizia che devastò buona parte del quartiere, favorendo la concentrazione popolare attraverso una logistica che di logico non ha nulla, che ha favorito il progressivo incunearsi di una criminalità divenuta nel tempo sempre più organizzata.

In questa strada il sabato prende vita il mercato più importante dell’intero municipio, crocevia in cui, in altri giorni, in altre ore, molti cittadini chiedono maggiori controlli. Proprio al civico 50, lo stesso dello Spi Cgil, numerosi abitanti della torre hanno recentemente promosso un’iniziativa importante, culminata nella richiesta di illuminare di rosso una delle facciate del palazzo, a simboleggiare la lotta quotidiana dei cittadini contro il degrado, nel segno della legalità. L'associazione Tor Più Bella, che nasce e opera anch’essa negli stessi luoghi, l'ha portata avanti di concerto con lo Spi Cgil, testimonianza pratica della sinergia tra realtà che lavorano insieme con gli stessi obiettivi, primo fra tutti quello di creare una rete sociale efficace, composta da persone che hanno a cuore Tor Bella Monaca, la conoscono, e per questo sanno essere anche diversa da quanto le cronache, pressoché quotidianamente, ci raccontano.

Poco più in là, incrociando via Quaglia, si affaccia largo Mengaroni, altro luogo in cui si affastellano storie che descrivono la lotta all’illegalità, alla violenza, allo spaccio. Basti ricordare “El Che”, il centro sociale da tre decenni punto di riferimento irrinunciabile per molti, i cui locali ospitano associazioni e individui, giovani e meno. Di fronte l’ingresso c’è “Cubo libro”, una stanza nel mezzo della piazza adibita a libreria, che non solo offre l’opportunità di leggere o assistere a presentazioni di nuove uscite editoriali, ma tenta di coadiuvare il lavoro delle scuole invitando volontari a incontri pomeridiani con gli allievi per studiare insieme. A pochi metri il polo dell’ex Fienile, sottratto solo da pochi anni alle mani della criminalità, divenuto spazio culturale e di interazione tra varie associazioni e la vicina Università di Tor Vergata.

Ecco, solo alcuni esempi per offrire uno sguardo diverso di Tor Bella Monaca, il suo cuore pulsante, di cui lo Spi Cgil è motore insostituibile, creando senza mai fermarsi occasioni di partecipazione e solidarietà attiva, non ultimi i laboratori “R-Estate a Torbella” nella piazza della R4 che tocca i marciapiedi di via dell’Archeologia, non solo punto di traffici ininterrotti giorno e notte, ma così chiamata per una millenaria storia tutta da scoprire. Tor Bella Monaca è anche questo.