In evidenza:
Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

Ripartenza

Scuola, grido d'allarme da Palermo

  • a
  • a
  • a

La denuncia della Flc: "Siamo in ritardo su tutto. Attrezzarsi ex novo con tensostrutture temporanee, tendoni e container". Servono più risorse, a partire dai docenti

Palermo: un grido d'allarme in vista dell'inizio dell'anno scolastico. A lanciarlo è la Flc Cgil che denuncia: “Siamo in ritardo su tutto. La soluzione non può essere ridurre le ore o segare i banchi in due. L'idea che lanciamo è attrezzarsi ex novo con tensostrutture temporanee, tendoni e container, individuando gli spazi idonei”.   

Entra nel dettaglio il segretario generale della Flc di Palermo, Fabio Cirino: "Aspettiamo il provvedimento per l'aggiornamento delle graduatorie di istituto, quello sulle utilizzazioni e  assegnazioni provvisorie. Poi ci saranno le immissione in ruolo. E  speriamo  non ci siano ritardi per le erogazioni dei sussidi di  disoccupazioni  ai precari". 

Oltre alle difficoltà generali, ci sono poi situazioni specifiche, come l'istituto Piazza a Palermo con 2.400 alunni e 400 docenti. In casi del genere, per il sindacalista, "sarebbe meglio attrezzare ex novo degli spazi per la didattica, dove poter garantire il distanziamento tra gli studenti, piuttosto che pensare di recuperare in poco tempo un  patrimonio edilizio in disuso. Gli interventi di ristrutturazione  necessari vanno nel frattempo portati avanti  ma non è questa la soluzione a brevissimo termine di cui abbiamo bisogno”.

Da segnalare anche la situazione della scuola Falcone allo Zen di Palermo, vittima negli ultimi tempi di attacchi vandalici e che è ancora in attesa della consegna e dell'installazione di due nuovi motorini dell'acqua, dopo il furto avvenuto nel raid di un mese e mezzo fa. "Se si sta un mese e mezzo per rimettere in sesto l'impianto idrico,  quanto ci vorrà – attacca Cimino – per  recuperare 357 edifici inattivi e riadattarli entro l'inizio della scuola?" La soluzione per ripartire a settembre non può essere questa né segare i banchi in due. Noi proponiamo soluzioni temporanee, interventi di edilizia leggera come tensostrutture, tendoni  o container. Bisogna solo individuare gli spazi, anche nei cortili esterni delle stesse scuole,  o in zone scelte dal Comune.  E se occorrono  maggiori investimenti, lo Stato ha il dovere di assegnarli”.

Il problema è quello delle risorse, anche per la Flc siciliana serve molto più dei due miliardi e mezzo annunciati. "La ministra Azzolina ha parlato della cornice entro la quale agire: noi vogliamo vedere l'intero disegno colorato”, conclude il sindacalista.