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La testimonianza

La mia ripartenza tra gli invisibili

Foto: Simona Caleo
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Pubblichiamo la mail arrivata alla redazione di Collettiva da Carlo Geri che ha recepito il nostro invito di raccontarci la vostra Fase 2. Fatelo anche voi: lettere@collettiva.it

Pensionato ultrasettantenne, disabile del lavoro e policronico... soggetto decisamente a rischio, son stato e sono diligentemente ai domiciliari, senza particolari implicazioni o complicazioni,  impegnato nella gestione dei miei interessi personali e sociali. Sociali nel senso che sono un volontario di... strada! Non proprio, in quanto è l'associazione a cui appartengo che fa medicina di strada in quel di Milano, io mi occupo di un progetto ICT che prende/prenderebbe in considerazione i Senza Dimora. E frange deboli in generale.

In questo periodo, mi è venuto in mente quel ricordo liceale dove si narra che è bello guardare dalla riva una barca che si dibatte nel mare procelloso/periglioso... sono sì anagraficamente e fisiologicamente a rischio, ma ho constatato che sono un privilegiato, sono in un ciclone, come tutti tra l'altro, ma sono nella parte calma dello stesso, il che mi risparmia dall'angoscia non solo del presente, ma sperabilmente anche del futuro... ma questo significa che bisogna pensare a cosa si può fare per chi si trova in cattive acque, ovvero... non sulla riva, ma sulla barca di cui sopra.

Di pensiero in pensiero, mi è venuta in mente, pensate un po', "Coalizione Sociale", ve la ricordate? la due giorni di Via Frentani, nell'ormai lontano giugno 2015. Mi son messo alla ricerca, e visto che in Rete quasi nulla si perde... ho trovato, a dire il vero hanno trovato, e così mi sono rivisto/riascoltato. Quanto detto allora, udite-udite, è ancora valido oggi, anzi di più ! Viste proprio le mutate condizioni generali. Il tema riguardava/riguarda la sicurezza medico sanitaria di tutti noi, ma soprattutto delle frange deboli, in particolar modo dei Senza Dimora.

Ultimamente di quest'ultimi si è parlato in maniera preoccupata, in quanto invisibili... e la preoccupazione non era tanto per loro, quanto per noi domiciliati, in conseguenza della supposta perniciosità della loro invisibilità. Lo strumento per renderli più visibili è lì, o meglio qui, e tra l'altro non è solo per loro, ma per tutti noi. Basta andare a rivedersi quanto detto in via Frentani nell'ormai lontano giugno 2015, scusate la ripetizione!

Si era detto quello che era stato fatto, (e che si fa ancora a Milano, ma poco dal mio punto di vista), ed accennato anche a cosa avrebbe potuto fare "Coalizione Sociale" in ambito Smart City e Smart People. E questo cinque anni fa ! A questo punto la domanda classica è "che fare"? Ecco questo è l'inizio della mia Fase 2.

Cordiali Saluti,

Carlo Geri