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Europa

Quel tesoro di Fund

Eurovaluta © Marco Merlini
Roma, 20 aprile 2020
Euromoneta
Foto: Marco Merlini
Simona Ciaramitaro
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L'accordo raggiunto a Bruxelles sul Recovery fund porterà all'Italia circa 209 miliardi di euro con i quali il governo, dopo avere giocato la partita europea, dovrà affrontare quella interna del rilancio economico

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La portata storica dell’accordo sul Recovery fund e il bilancio europeo 2020/2027 è unanimemente riconosciuta e a testimoniare la portata dell’evento ci sono anche quattro giorni e quattro notti di trattative tra i 27 capi di Stato e di governo dell’Unione, con una serie di testa a testa a geometrie variabili e un lungo fronteggiarsi di Italia e Olanda. È stato quindi confermato che il Recovery fund, frutto di un’intesa tra Francia e Germania, avrà una dotazione di 750 miliardi di euro, ma con una riduzione dei sussidi, rispetto all’ipotesi precedente, da 500 miliardi a 390 miliardi di euro per i Paesi colpiti dalla pandemia da Covid-19. Il bilancio è stato fissato a 1.074 miliardi per sette anni a partire dal 2021. 

l’Italia è riuscita, tra le altre cose, a spuntare 30 miliardi in più rispetto alla prima proposta, perché il piano destina al nostro Paese poco meno di 209 miliardi di euro: 81,4 miliardi come sussidi a fondo perduto e 127,4 miliardi come prestiti. Siamo quindi di fronte a un importante aumento della somma che andrà restituita a tassi molto bassi e a condizioni agevolate. I Paesi frugali, quelli contro i quali l’Italia ha cercato di fare muro, sono riusciti a ottenere gli sconti sulla contribuzione del bilancio europeo e un aumento dei rimborsi, che per la Danimarca sono di 322 milioni di euro l'anno, quasi due miliardi per l’Olanda, 565 milioni all’Austria e poco più di un miliardo alla Svezia. 

Non era scontato nemmeno l’accordo sulle procedure e la gestione del Recovery fund, ma al termine della maratona di Bruxelles, è stato stabilito che, sulla base delle proposte della Commissione europea, i singoli Stati presenteranno i loro piani che dovranno poi essere approvati dal Consiglio a maggioranza qualificata (quindi non all’unanimità). Il Comitato economico e finanziario insieme con i tecnici dei ministeri delle Finanze valuteranno il rispetto di tempi e obiettivi per l’attuazione dei singoli piani.

Chiara la soddisfazione - per la ragguardevole cifra e le condizioni stabilite - del governo italiano e del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chiamati ora a mettere a punto i suddetti piani e a determinare come spendere il denaro conquistato in una partita politica assai delicata.