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Cinema

Quando c'era Mastroianni

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Il 19 dicembre 1996 l'attore muore a Parigi, all'età di 72 anni, è l'interprete di Fellini e di Scola. Capace di far ridere tanto quanto piangere, comico e drammatico. Figlio di un falegname, vicino al partito comunista, fu nel picchetto d'onore ai funerali di Enrico Berlinguer. "La memoria - diceva - va alimentata"

Marcello Mastroianni è l'interprete di oltre 140 film relativi a tutti i generi cinematografici, dalla commedia sentimentale al dramma. La dolce vita e gli conferiscono un enorme successo internazionale tanto che nel 1962 il Time lo definisce il divo straniero più popolare negli Stati Uniti. Mastroianni è stato l’attore di Fellini, ma soprattutto di Scola che lo ha diretto in nove film, più un episodio.

“Non era comunista come Scola - scriveva Felice Laudadio, presidente del Centro sperimentale di cinematografia e direttore del Bif&st-Bari International Film Festival - ma ammirava profondamente la personalità del segretario generale del Pci, Enrico Berlinguer, il suo rigore e la sua semplicità, la sua elegante ‘normalità’, segni distintivi anche della propria stessa personalità”.

Mastroianni prenderà parte al picchetto d’onore ai funerali del leader comunista, insieme a Fellini, Scola, Rosi, Antonioni, Maselli, Pontecorvo, i Taviani, Carla Gravina e Monica Vitti. “Non l’ho mai conosciuto di persona ma mi dispiace, molto - dirà quel giorno - Mi piaceva quella malinconia che lo accompagnava. Uno così non può essere che una persona perbene. Se sono qui vuol dire che sono profondamente dispiaciuto”.

La memoria va alimentata. -  affermava l’attore in una delle prime scene del film Quando c’era Berlinguer - La memoria di qualsiasi cosa, di una canzone, di un avvenimento, di un cibo anche perché poi questo cibo magari ci lega ad un momento particolare, ad un incontro, ad una festa, gli odori, un paesaggio. Io amo la fantascienza, persino in un film di fantascienza, per esempio, in Blad Runner, il replicante soffre, soffre in una maniera struggente perché ogni replicante non ha un passato, quindi non ha una memoria e questo da la misura di quanto sia importante la memoria. Io mi ricordo, non so se l’ho letto o l’ho visto in un film, non mi ricordo dove… un canto Navaho, indiano, che dice: Tutto quello che hai visto, ricordalo, perché tutto quello che dimentichi ritorna a volare nel vento”. “Io vorrei morire a Natale. Con il grande albero illuminato sulla piazza e la neve che cade lentamente”. Era una battuta che interpretava nel suo ultimo spettacolo teatrale, ma che divenne realtà.

Anna Maria Tatò, la compagna degli ultimi anni, realizzerà nel 1997 un film, Mi ricordo, sì, io mi ricordo, in cui lui stesso fece una lunga autoconfessione, da molti considerata il suo testamento spirituale.

A Marcello piaceva l’idea di fare questo autoritratto -  ricorda la Tatò - tra le montagne portoghesi, in uno di quei posti improbabili dove può portarti soltanto il cinematografo. Soprattutto, gli piaceva l’idea di farlo mentre stava girando un altro film: una situazione che avrebbe aggiunto autenticità al nostro lavoro, perché la passione più profonda della sua vita era proprio ciò che lo rendeva speciale - cioè il mestiere d’attore. Marcello lo considerava un meraviglioso privilegio (“Ti pagano per giocare”), e non si è mai stancato di lavorare, fino all’ultimo. Durante le riprese, sul ciak era scritto M.M. AUTORITRATTO. Questo titolo è durato finché Marcello, insieme al resto del materiale, ha visto la sequenza di brevissimi ricordi a ruota libera che sarebbe diventata il prologo del film. Allora, ripetendo l’ultima frase della sequenza, ha detto: 'Mi ricordo, sì, io mi ricordo: perché no? Questo titolo mi piace. Autoritratto è troppo rigido, quasi presuntuoso: fa pensare a qualcosa di lineare, ben ordinato; pretende un rispetto quasi cronologico delle tappe della vita. Invece un titolo come Mi ricordo è simile a uno spazio aperto, concede maggiore libertà, anche di dimenticare cose importanti. Sì, perché la memoria è bizzarra - bizzarra come l’amore'”. Ma importante e necessaria, come l’amore.