Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

I nostri suggerimenti

Il ritorno del cinema in sala

  • a
  • a
  • a

Si rivedono i film, spicca la lotta di una giovane algerina contro i fondamentalisti. Yan Lianke, un grande scrittore cinese da non perdere. E un libro di poesie

 

IL DOCUMENTARIO
"La neve nera", il doc su Luigi Di Ruscio
A proposito di Luigi Di Ruscio, non si può tralasciare il documentario realizzato su di lui: La neve nera. Luigi Di Ruscio a Oslo, un italiano all’inferno, diretto da Angelo Ferracuti e Paolo Marzoni nel 2014. Un viaggio a Oslo sulle tracce del poeta operaio, con lo scrittore e amico Ferracuti che esegue l'affascinante ricostruzione. E Ascanio Celestini legge le sue poesie. È anche un film pieno di lavoro: l'inferno del titolo è infatti la fatica quotidiana, svegliarsi alle 6 del mattino per andare nella fabbrica di chiodi, in un Paese dove l'inverno dura otto mesi. Per conoscere o approfondire il poeta un tassello imprescindibile. (E.D.N.)

IL CINEMA IN SALA
"Non conosci Papicha", una ragazza contro i fondamentalisti
Il cinema prova a ripartire nel suo habitat naturale: la sala. È quindi il momento di scegliere un film, pagare il biglietto e sostenere i coraggiosi esercenti nel rilancio del settore. Tra le uscite di fine agosto, dominate da Tenet di Christopher Nolan, scegliamo Non conosci Papicha, esordio della regista algerina Mounia Meddour. Tratto da una storia vera, racconta la vita di una ragazza di 18 anni ad Algeri negli anni Novanta: sogna di fare la stilista, vuole organizzare una sfilata ma deve affrontare i fondamentalisti islamici, un'Isis ante-litteram che vieta il divertimento. Film non retorico, anzi "cattivo", pieno di scene spiazzanti e dolorose ma anche di un'incontenibile voglia di vivere, quella di Nedjima che rivendica il diritto di truccarsi e andare discoteca. Film - inoltre - che rilancia la grande scuola del cinema magrebino, che tanto ci ha dato nei decenni (per ultimo Kechiche) ma resta lontano dall'occhio occidentale. Brava la distribuzione Teodora. Vedetelo. (E.D.N.)

LIBRI
Yan Lianke, uno scrittore da leggere
Yan Lianke, cinese, è un grande e coraggioso scrittore. Non lo segnaliamo per via di novità editoriali o uscite recenti. Lo segnaliamo appunto per questo, perché è un grande scrittore. In Italia, con l’eccezione di Servire il popolo, il suo libro più famoso (Einaudi 2006, traduzione di Patrizia Liberati), se ne deve la presenza a Nottetempo e alle pregevoli cure e traduzioni di Lucia Regola. Il volume più recente sono Gli anni, i mesi, i giorni (2019), due racconti lunghi, o novelle, sulle estremità e la solitudine della vita nel mondo contadino, con personaggi in lotta contro la siccità, i lupi, i topi, con madri assillate dall’ansia di trovare un marito alle figlie. Un capolavoro. Esattamente come Il sogno del Villaggio dei Ding (2011): romanzo corale e struggente, che racconta ancora il mondo della campagna, questa volta alle prese con un altro nemico, l’Aids. I quattro libri (2018) ha invece un tono satirico, sebbene racconti la storia di un campo di rieducazione per intellettuali nella Cina degli anni Sessanta. Quasi tutte le opere di Yan Lianke hanno subito la censura in Cina, ma sono state tradotte e pubblicate in tutto il mondo. (D.O.)

LE POESIE
Non ci siamo mai detti chissà cosa ma tu sembri così triste.
Non ci siamo detti chissà cosa in tutta la nostra vita. 
Quindi che hai da essere così triste?
Non ci siamo mai davvero detti niente di che.

Inizia così Mia madre è un'arma di Fabio e Damiano D'Innocenzo (edizioni La Nave di Teseo), il libro di poesie dei gemelli registi di Favolacce: le maggiori promesse trentenni del cinema italiano. Qui confermano il loro eclettismo con versi sulle ossessioni preferite, ovvero il quotidiano: la mamma, il cane, la periferia. E tracciano un filo rosso attraverso i mezzi espressivi, che passa anche per il libro fotografico Farmacia Notturna.