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L'intervista 

Ottavia Piccolo, «Il teatro non esiste senza i suoi lavoratori»

Maria Antonia Fama
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Nel mestiere dello spettacolo, secondo l'attrice, non ci sono certezze. Ma la situazione oggi è ancora più difficile di ieri per chi vuole calcare il palcoscenico, o lavora dietro le quinte

 

"Io sono fortunata ma in pochi, in questo mestiere, lo sono come me".  Ottavia Piccolo è un'attrice intensa e da sempre attenta a portare sulla sua scena quello che accade nel mondo intorno a lei. Come in Sette minuti, lo spettacolo, diretto da Alessandro Gassmann, che ricostruisce la scelta difficile cui sono costrette le operaie di una fabbrica. O come il monologo Donna non rieducabile, ritratto, dalla penna di Stefano Massini, della giornalista russa Anna Politkovskaya.

Secondo l'attrice, i sipari abbassati per tre mesi sono stati un disastro, sebbene annunciato, nel contesto italiano. Una legge incompleta, che pensa solo agli Stabili, lo streaming che però toglie vita al teatro. E poi i giovani, con una voglia incredibile di fare questo mestiere, ma senza gli spazi a disposizione per farlo. 

Ottavia Piccolo tornerà presto in scena con Donna non rieducabile, al Teatro Goldoni di Venezia, a Padova e a Treviso. E poi, da gennaio 2021, c'è il progetto di una tournée in Italia, con il nuovo spettacolo scritto da Stefano Massini.