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Salute e sicurezza

Avellino, ex Isochimica, riconosciuto il procurato danno

Foto: Marco Bruzzo/Sintesi
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Cgil Campania: "Il tribunale di Avellino ha condannato in primo grado i principali imputati, fra cui Ferrovie dello Stato, al risarcimento delle parti civili e degli addetti all'attività di coibentazione delle carrozze dall'amianto. Dopo quasi quarant'anni di battaglie contro le aggressioni al territorio, condotte insieme a lavoratori, famiglie di dipendenti deceduti, associazioni, è una sentenza molto importante"

Notizia storica sul fronte della lotta all'amianto.

“La condanna dei principali imputati, tra cui Ferrovie dello Stato che deve risarcire le parti civili e i lavoratori dell’attività di scoibentazione delle carrozze ferroviarie dall’amianto, senza la dovuta sicurezza e sistemi di tutela che hanno determinato danni umani e ambientali da malattie asbesto correlate e quindi morte tra i dipendenti. Il riconoscimento del danno procurato ai lavoratori è un dato storico e importante per il territorio e per la città Avellino”. Così in una nota il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci e il segretario generale della Cgil Avellino, Franco Fiordellisi commentano la sentenza di primo grado del Tribunale di Avellino sul processo Isochimica.

“La Cgil – ricordano i due dirigenti sindacali - in questi procedimenti si costituisce parte civile, perché viene lesa la salute e la dignità dei lavoratori, ma anche per le criticità che si determinano nel territorio. Serve una vera e severa idea di sviluppo sostenibile per il bene di tutti. Il giudizio, con condanna, evidenzia lo scempio contro i lavoratori, le persone e l’ambiente. La speranza, delusa, di avere un lavoro e vivere con uno stipendio dignitoso che invece per anni ha dato un calvario per malattie e drammi umani connessi alla disapplicazione delle norme di sicurezza, ma anche la successiva sottovalutazione del rischio amianto e del valore della prevenzione”.

"Oggi - sostengono ancora i due sindacalisti - è dunque un momento importante e storico per tutti coloro che da anni combattono contro la sottovalutazione dell’importanza della prevenzione nei luoghi di lavoro e per l’esposizione all’amianto. Dopo quasi quaranta anni di battaglie e di aggressioni al territorio, insieme ai lavoratori, alle famiglie dei lavoratori deceduti, alle associazioni, questa sentenza segna un punto importante".